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Gran Gala del Flamenco
Si dice che il flamenco sia nato come espressione artistica dei contadini moreschi al vedersi sfrattati dalla loro terra. Altre fonti sostengono origini stravaganti e le mettono in relazione con le ex colonie spagnole delle Fiandre (presenti nei Paesi Bassi e Belgio). Teorie bizzarre a parte, il fatto è che il flamenco è documentato fin dal tardo XVIII secolo come una caratteristica culturale dei gitani poveri dell’Andalusia. Illustri storici del calibro di Demófilo (padre del Machado), poeti dell’universalità di Federico Garcia Lorca (che amava visitare i cabaret di Madrid nel suo periodo da studente), o ancora musicisti come Manuel de Falla, hanno cercato di preservare le versioni più antiche. Sono state le manifestazioni più profonde, malinconiche e tristi a essere state scartate a favore di altre più allegre e chiassose. Attraverso un lavoro di ricerca e promozione si sta cercando di preservare la purezza di una manifestazione culturale che, agli inizi del ventesimo secolo, si è vista minacciata. Grazie ai café specializzati e all´espansione di questa canzone e di questo ballo in tutti gli strati della società spagnola prima ed europei dopo, il flamenco viene oggi annoverato tra i beni che costituiscono il patrimonio dell´Unesco, nel quale figura a partire dal 2010. Sebbene legato al folklore andaluso, non deve essere confuso con esso. Questa forma d’arte ha una chiara componente spettacolare (di persone che cantano, giocano e ballano e altre che assistono) e non è intesa come partecipazione. C’è chi sottolinea la difficoltà della sua esecuzione una volta che questo viene portato giù dal palco. Per anni il flamenco ha attraversato frontiere di tutti i tipi fino a diventare... read moreEsposizione di Chino Otsuka
Non siamo ancora in condizioni di poter valutare il formidabile impatto che l’irruzione della fotografia ha avuto nelle nostre vite. Non solo la comparsa del procedimento meccanico che sostituì la produzione di immagini formate mediante l’esposizione di vapori di iodio su placche laminate o rame argentato del dagherrotipo, con le sue evocative risonanze alchemiche non del tutto perdute dopo il passaggio allo sviluppo della pellicola nella camera oscura, tra emulsioni magiche dallo straordinario e sottile potere corrosivo, ma anche la moltiplicazione massiva e onnipresente di tali riproduzioni, essenzialmente fantasmi della realtà, che hanno finito per rimpiazzare quest’ultima in buona misura. Questa è, naturalmente, la questione di fondo, visto che a rigore la fotografia, indipendentemente dai supporti e dai materiali utilizzati, è antica quasi come la storia dell’umanità, e svolge un ruolo fondamentale in alcuni dei miti fondativi della cultura occidentale. Forse una delle questioni più inquietanti relative all’immagine fotografica è il modo in cui questa si relaziona con la memoria e il ricordo, i quali –come sappiamo ora grazie alla neuroscienza, nella stessa maniera in cui era stato suggerito in varie occasioni da un buon numero di filosofi e poeti- nasce, abita e percorre gli stessi paesaggi propri dell’immaginazione, arrivando persino a poter essere identificata come una regione di quest’ultima. La relazione della fotografia con la memoria, così ambigua, ricca, contraddittoria e conflittuale, come quella che mantiene con ciò che chiamiamo realtà, è uno dei principali temi trattati nella mostra retrospettiva degli ultimi dieci anni di lavoro dell’artista giapponese Chino Otsuka, che potrà essere visitata fino al nove settembre nel Museo di Fotografia Huis Marseille di Amsterdam (http://www.huismarseille.nl/en/exhibition/chino-otsuka-a-world-of-memories). La... read moreUscire a bere nella Grande Mela
New York è una delle città più movimentate e cosmopolite al mondo e non per nulla è una delle mete preferite degli amanti della movida, dello stile e della bella vita, motivo per cui esistono numerosi locali per uscire a bere e continuare poi la festa. Uno dei punti forti della Grande Mela è la varietà di locali che ha da offrire per il divertimento, da ristoranti a discoteche, passando per bar, facendo della notte uno dei punti più vibranti della giornata. Se ti piace uscire a bere in compagnia di amici in un locale stiloso, New York ha molto da offrirti. Manhattan, ad esempio, è una zona molto animata per quanto riguarda i bar. Non è necessario ricordare le avventure delle quattro protagoniste di Sex and the city, che ogni notte si trovano al bancone di un bar a parlare della loro vita. A New York troverai da bar tipo happy hour, a locali assolutamente sofisticati che sembrano usciti da un film. In pieno Central Park, nel cuore della Grande Mela, potete sorseggiare un buon cocktail da Boathouse Bar. Si trova a Central Park, vicino alla East 72nd St. Tappa obbligata e con anni di storia alle spalle è il bar King Cole Bar and Lounge, ubicato nella 2 East 55th St., tra la 5th e Madison Avs. Uno dei suoi punti forti è la Vodka e tutti i cocktail ad essa relazionati, oltre ovviamente ai classici Bloody Mary. Gli interni sono arredati in modo veramente particolare: da non perdere. Per chi ama lo champagne nella 205 West 54th St, tra la 7th Ave e Broadway, si trova Flute, un locale dove puoi provare... read moreCLASSIFICHE
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