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Bruce Springsteen a Barcellona

Esattamente cento anni fa nacque un appassionante dibattito sul patriottismo. Il continente sembrava dirigersi ciecamente verso un’inevitabile guerra di proporzioni incomparabilmente maggiori rispetto a qualsiasi altro conflitto precedente, e la sinistra socialista aveva analizzato il fenomeno in termini di lotta per la supremazia socialista di alcuni paesi su altri. Secondo pensatori come Lenin o Rosa Luxemburg, l’imperialismo non era che una fase avanzata del capitalismo, e la guerra mondiale alla quale si sarebbe arrivati in modo inevitabile non poteva quindi che essere assolutamente contro gli interessi dei lavoratori dei paesi implicati. Il vero nemico era lo sfruttamento capitalistico, e per combatterlo i lavoratori di tutto il mondo avrebbero dovuto unirsi invece di uccidersi a vicenda. Analizzatain modo lucido la situazione, per anni l’internazionale socialista si sforzò enormemente per convincere i proletari che non avrebbero dovuto partecipare alla guerra che si avvicinava. E tuttavia, venuto il momento, i partiti socialisti apparvero convinti della necessità della guerra, includendosi nei governi di ogni nazione. Cooptata in questo modo nel nome del patriottismo e della ragion di stato, la sinistra nazionalista subì una terribile sconfitta, e l’Europa per quattro anni si trasformò nel più sanguinoso campo di battaglia della Storia, nel quale scomparve buona parte della gioventù dell’epoca, e che causò una ferita colossale probabilmente mai davvero cicatrizzata, da cui nacque il germe di un’irreparabile crisi nella fiducia nell’umanità e nel progresso. Anche se avremmo dovuto imparare la lezione, sembra che si continui a seguire l’idea che possa esistere un patriottismo buono, nel nome del quale ad esempio Bruce Springsteen, che si esibirà il 17 e 18 maggio nell Stadio Olimpico (http://www.nvivo.es/estadio-olimpico-montjuic-salas-390), continua... read more

Concerto di Fanfarlo ad Amsterdam

Hanno solo i dischi in circolazione e dell’ultimo è impossibile trovare un video nel popolare YouTube (e che qui c’è di tutto). D’altra parte non c’è da sorprendersi visto che questo gruppo musicale, appartenente alla cosidetta corrente indie pop,  e formatosi appena qualche anno fa, si è mosso in un ambiente alieno alla voragine commerciale che domina l’attuale panorama artistico.  L’edizione del loro primo disco (in vinile!) venne fatta in modo artigianale. Nonostante tutto i Fanfarlo hanno  ottenuto uno spazio (piuttosto ampio) sulla scena musicale internazionale grazie alle loro parole e canzoni dolci e melodiose, che ricordano pezzi classici di gruppi del decennio degli anni settanta, The Beatles compresi. Ma quale musicista contemporaneo non è stato “influenzato” dal gruppo dai quattro di Liverpool? Con un solo disco intitolato “Reservoir”, e questo secondo che adesso promuovono battezzato “Rooms filled with light”, che è quasi inedito, il gruppo, residente a Londra, arriva ad Amsterdam, nella notissima sala Bitterzoet, il 16 maggio. Gli amanti della televisione, anche se non conoscono i  Fanfarlo, sicuramente avranno sentito questi ragazzi, visto che hanno partecipato a serie molto popolari come “ Doctor House” o “Grey Anatomy”. I loro lavori si ascoltano anche in uno dei film della saga di vampiri “Crepuscolo”. Quanto alla sala Bitterzoet di Amsterdam non mi ripeto oltre e rimando il lettore interessato all’articolo pubblicato in questo stesso blog in cui parlo del concerto dei The Daisy Age, evento in programma quattro giorni prima di questo, il 12 maggio.  Vi lascio già il link dove vi sono maggiori informazioni di carattere pratico e rimandano al sito online per l’acquisto dei biglietti: http://www.bitterzoet.com/#/agenda/1316. Se il... read more

Regina Spektor a New York

Due settimane prima dell´uscita del suo nuovo album, la bambina prodigio della musica pop odierna, Regina Spektor, diventata un´interprete matura e di successo, ha in programma un concerto a New York che, se siete nella Grande Mela, non dovreste perdervi. Il concerto si terrà il 15 maggio e, nonostante i biglietti siano volati, può darsi che ne sia rimasto ancora qualcuno. Sia l´artista che la sala concerto meritano un bel viaggio a New York. E perché? Innanzitutto per la qualità indiscutibile (se non la conosci guarda qui il video) della musica di Regina Spektor. Nata a Mosca nel 1980 da una famiglia appassionata di musica (la mamma è una professoressa di musica e il padre suona il violino anche se non professionalmente), sin da piccola comincia a suonare il piano. A soli nove anni arriva a New York dove completa la sua formazione musicale nel conservatorio della città. Come tutti i giovani artisti dell´era del web 2.0, registra i suoi primi dischi, 11:11 e Songs, rispettivamente del 2001 e del 2002, e li autoproduce. L´ultimo album, What We saw from the cheap seats, che promuove ora in concerto, è prodotto da una casa discografica, così come i suoi lavori a partire dal terzo album. Con questo lavoro l´artista raggiunge una maturità vocale perfetta, correggendo le imperfezioni degli album passati: il successo è assicurato.  Se un concerto dal vivo di Regina Spektor sarebbe già un´occasione unica di godere di ciò che offre l´arte, non è da meno la sala in cui si terrà l´evento. Situato in pieno Broadway, la zona piena di teatri, nella 175esima Street Theatre, il United Palace Theatre, conosciuto come il Loew’s, è un edificio particolare, vecchia sala cinematografica, in cui... read more

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