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Expo Volum! a Barcellona
In epoca di crisi sembra che neanche le grandi istituzioni dell´arte contemporanea dispongano di fondi da investire nell´allestimento di mostre innovatrici e veramente “contemporanee”, vale a dire in cui si possano conoscere le ultime novità della creazione, nuovi artisti emergenti o avvicinarsi a un´idea mai vista prima. Sotto questo aspetto il MACBA non dà uno dei migliori esempi; ma la mostra Volum! merita una visita perché riunisce 350 opere degli artisti che hanno segnato la storia dell´arte recente. L´esposizione, nata da un accordo tra la Fundación LaCaixa e il museo MACBA, non fa altro che aprire l´archivio ed esporre l´enorme collezione di opere dei due enti. Da una parte è abbastanza evidente che non si è investito troppo a livello di organizzazione (il curatore è inoltre lo stesso Bartomeu Marí, il direttore del MACBA) e che con questa proposta non si è messo in gioco nulla. Ma dall´altra parte è necessario riconoscere che molte delle opere qui esposte sono pietre miliari dell´arte contemporanea e che non è così frequente poterle vedere tutte assieme in un unico spazio. Il concept della mostra, che spiega il titolo Volum!, è l´introduzione del suono nell´opera d´arte visiva a cavallo tra il XX e XXI secolo. L´esposizione è la prima di una serie di tre in cui verrà presentata la selezione delle 5.500 opere possedute dalla Fundación LaCaixa e il MACBA. La seconda mostra, centrata sulla scultura, si tiene al CaixaForum di Madrid e si intitola La persistencia de la geometría. La terza ed ultima, El espejo invertido, è ospitata dal Guggenheim di Bilbao. In realtà, dopo aver visitato i tre piani del MACBA dedicati... read moreLee Ranaldo di New York
Se si parla dei Sonic Youth si parla di New York. Dall’inizio degli anni Ottanta fino ad oggi i Sonic Youth hanno continuato orgogliosamente ad essere una delle band emblematiche della Grande Mela. Da quando hanno cominciato, e anche prima della loro formazione, i giovani Thurston Moore, Lee Ranaldo e Kim Gordon si incontravano i locali come il CBGB e il Max’s Kansas City, dove presenziavano ad alcuni degli eventi più rivoluzionari dell’epoca punk e no-wave: lì suonavano i Suicide, Ramones, Talking Heads, Patti Smith, Lydia Lunch, Teenage Jesus and the Jerks, DNA, per citarne solo alcuni. Con dietro tutto questo pacchetto emozionale, generazionale e musicale insieme, oltre ad un avido interesse per l’arte contemporanea e le gallerie dellaLower East Side, i Sonic Youth iniziarono a trovare la propria strada nella scena underground di New York. Durante gli anni Ottanta, i Sonic Youth hanno inciso alcuni dei dischi più emblematici dell’indie rock di tutti i tempi: “Evol”, “Bad Moon Rising”, “Daydream Nation” e “Schizophrenia”, in cui le chitarre di Lee Ranaldo e Thurston Moore sono arrivate a livelli impressionanti di composizione, rumore, pop e dinamismo. Non per niente recentemente sono stati nominati tra i chitarristi più importanti del rock degli ultimi sessant’anni. Il fatto è che nei Sonic Youth Ranaldo e Moore dipendono l’uno dall’altro –e forse è proprio in questo consiste il loro apporto principale e il motivo della loro continuitità fino ad oggi-, per giungere a quell’alto livello musicale che solo una band può raggiungere sia in studio che dal vivo: coesione, precisione, un gruppo di forze che lavorano insieme. L’anno scorso è stata annunciata pubblicamente la... read moreConcerto di James Morrison a Barcellona
James Morrison non è Jim Morrison. Jim Morrison era un tossicodipendente e un ubriacone senz’anima, il terrore delle ragazzine californiane. Jim Morrison era James Douglas Morrison, un giovane americano con un’ intelligenza ed una curiosità piuttosto vaste. Con un bagaglio di letture che andavano dalla demonologia medievale, filosofia, Antonin Artaud, Bertold Brecht, Rimbaud a Marshall Mcluhan e la sua “Civilizzazione dello spettacolo”. Jim Morrison preparò un cocktail unico negli anni ’60 e insieme ai The Doors cambiò le regole della musica dal vivo, non solo attraverso una musica sicuramente favolosa ma anche grazie al modo in cui affrontava il pubblico, la performance dal vivo, il cinema e ovviamente, i mezzi di comunicazione di massa. The Doors divennero così un detonatore in un’epoca convulsa, di crisi, di guerra, in cui c’era ancora molto da scoprire tra le trincere del pop. Morrison, Jim non James, fu una sorta di cometa che lasciò una scia la cui luce dura ancor oggi, e molte lezioni ancora da imparare o riapprendere. E non stiamo parlando dello stupido mito, parliamo delle azioni realizzate su un palco. Punto. Dobbiamo riconoscere che le dinamiche della musica pop sono cambiate drasticamente negli ultimi trent’anni. La pericolosità di una band o di un cantante pop è stata addomesticata ancor di più dal mercato. Il pubblico stesso si occupa di addomesticare le sue stelle; forse perchè anche il pubblico è divenuto compiacente e non è disposto a vedere le sue stelle bruciarsi, preferisce conservarle, metterle sull’Iphone. Sicuramente non ci sarà un altro Kurt Cobain nella storia. E quando parliamo di pop includiamo qualunque genere musicale conosciuto. A partire dalla circolazione... read moreCLASSIFICHE
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