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Il cammino del Chisciotte a Barcellona
Sapevate che a Barcellona potete intraprendere il cammino di Don Chisciotte? Si amici, “da quel luogo della Mancha alla città della contea”… Cervantes situa il Chisciotte a Barcellona nel finale della seconda parte della novella, quando il nostro sventurato personaggio è sconfitto sulla spiaggia dal cavaliere della Luna Bianca, che è in realtà il baccelliere Sanson Carrasco travestito. E´ il punto in cui intona il celebre elogio alla capitale catalana: “(…) y en sitio y en belleza, única; y aunque los sucesos que en ella me han sucedido no son de mucho gusto, (…), los llevo sin ella, sólo por haberla visto”. [ (…) e unica nel suo paesaggio e nella sua bellezza; e anche se gli eventi che qui mi sono accaduti non sono di mio gradimento, (…) li porterò con me, solo per averla vista] Se Cervantes stava parlando per bocca del celebre idalgo, ormai cavaliere, che fu quello che vedesti che tano ammirasti?. Insieme al valente cavallo Ronzinante e accompagnati dal nostro fedele scudiero Sancho Panza, cominciamo il cammino del Chisciotte: E´ la notte di San Juan, poco prima dell´alba. Don Chisciotte e Sancho Panza arrivano all´entrata di ponente di Barcellona (el portal de mar, oggi conosciuta come Pla de Palau) guidati dal famoso bandito Perot Rocaguinarda, anche conosciuto come “Perot lo Lladre” (a lui è stata dedicata una via, dove si diceva che avesse il suo nascondiglio in città) “Per un passaggio in disuso” arrivano alla spiaggia, sull´antica isola di Maians, dove oggi possiamo trovare il Museo de Historia de Catalunya. Qui è dove comincia oggigiorno la Barceloneta ed è dove Don Chisciotte fu abbattuto... read moreAnselm Kiefer a Venezia
Uno dei principali artisti concettuali e padre dell’”alchimia” moderna nella plastica, Anselm Kiefer, si presenta con l’installazione “Salt of the Heart” presso La Fondazione Emilio e Annabianca Vedova fino al 20 Novembre. Kiefer è indubbiamente uno dei artisti concettuali viventi più importanti, ed è anche uno dei pionieri nel riprendere il lavoro alchemico nella creazione plastica. Nato a Donaueschingen, Germania, nel 1945, ha studiato pittura con Peter Dreher e Horst, e successivamente a Düsseldorf, dove fu alunno di Joseph Beuys. Il suo implacabile desiderio di conoscenza lo ha portato a realizzare studi di diritto e di lungua francese. Anche se agli inizi si dedicò alla pittura pura, a misura che andava immergendosi nel mondo delle arti passò rapidamente alle installazioni e agli happening, trasformando definitivamente la sua ispirazione iniziale. La prima mostra individuale risale al 1969, con una sierie di dipinti intitiolata “Occupazioni”. L’opera di Kiefer viene considerate dalla critica come un poema sperimentale, per le sue caratteristiche estetiche che attraversano e si mescolano con la sua controversa personalità, e per il suo sguardo critico sulla realtà e sulla storia del mondo. In particilar modo, in temi che lo portano a rivedere la storia recente del suo paese, e fondamentalmente la relazione con il nazismo. Uno degli esempi più chiari lo troviamo nell’opera basata sulle poesie di Paul Celan durante la sua prigionia in un campo di sterminio nazista. L’opera di Celan “Todesfuge”, con tutte le reminescenze di un processo traumatico, si trasforma in un quadro spettacolare che riceve il titolo di “Margarethe” (1980). Ma anche il misiticismo, la filosofia, la letteratura e il cosmo sono parte della sua opera,... read moreXijing: arte contemporanea asiatica a Venezia
Che succede quando le barriere tra nazioni vengono cancellate? Diciamocelo, non abbiamo più barriere reali: il flusso di informazioni costante tra tutte le parti del globo determina che una data posizione geografica in cui vivi e ti relazioni nel mondo reale sia sempre meno importante o riconoscibile, sacrificata alla globalità. Anche i volti e i tratti tipici di una data popolazione vanno diluendosi pian piano, andando di pari passo con l´unione e la diluzione delle razze nel mondo globale, arrivando forse un giorno al completo abbattimento di ogni pregiudizio fondato sulla razza o sulla religione, una grande famiglia collegata da una fitta rete di informazione mondiale. Parte del flusso di territorio e informazione trova luogo nelle città, reali o immaginarie. La finzione delle città si fonda sui suoi prodotti e i suoi abitanti, nella loro capacità di renderlo reale, orchestrata dal concetto di produzione/consumo. Però cosa succede quando creiamo una finzione nella finzione, vale a dire nel mondo virtuale, a cui passo dopo passo ci avviciniamo sempre più? La proposta del collettivo Xijing a Piazza San Marco a Venezia, è un dibattito che cerca di sviscerare alcuni concetti, tra i quali la costruzione della rete strategica economica, e il fatto che sia reale o meno, o che ci abbiano portato soltanto a credere che sia reale, e ancora se siamo stati portati a credere che tutto quello che ci risulti accessibile sia reale, o in fondo non lo sia. Le nozioni di verosimiglianza sono uguali sia in Occidente che in Oriente? La mostra Xijing è organizzata dalla fondazione Bevilacqua La Masa e Arthub Asia, una fondazione senza scopi di... read moreCLASSIFICHE
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