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Presa della Bastiglia o Fête Nationale

Ogni 14 luglio si festeggia la Presa della Bastiglia o Fête Nationale e Parigi si tira a lucido per l´occasione. A chi si trova in città in questo periodo, consigliamo vivamente di partecipare ai festeggiamenti di questa giornata in cui la città si trasforma e potrete toccare con mano l´orgoglio dei parigini per la loro storia, la Rivoluzione francese e la fine della monarchia.  Il 14 luglio di ogni anno i parigini si riuniscono per vedere le parate militari dal vivo o in tv. La parata, che si tiene al mattino negli Champs- Elysée, è presieduta dalle massime autorità politiche, assieme alle autorità straniere invitate e apre come sempre con la presentazione dei cadetti della Scuola Politecnica di Saint Cyr, École Navale. Contemporaneamente la città viene sorvolata dagli aerei della Patrouille de France che disegnano in cielo la bandiera francese.  Sebbene questa giornata sia commemorata in forma politica (il presidente può concedere l´indulto ai condannati e si riunisce con la stampa, oltre a dare una festa nei giardini del Palais de l’Elysée) anche il cittadino comune partecipa alle diverse feste, addobba la casa con festoni tricolore e si prepara per vedere i fuochi artificiali.  Si chiama la Presa della Bastiglia perché il 14 luglio del 1789 i parigini misero a fuoco e fiamme la prigione che si trovava nella Bastiglia, simbolo del regno dispotico di Luigi XVI e diedero inizio alla Rivoluzione francese, ai desideri di Libertà, Uguaglianza e Fraternità che vengono rappresentati nelle tre frange della bandiera francese. Il 26 agosto del 1789 L´Assemble Costituente approva la Dichiarazione dei Diritti dell´Uomo e del Cittadino che definisce i diritti fondamentali dell´individuo e del... read more

Concerto di Regina Spektor a Barcellona

Spesso paragonato a Guerra e Pace, Vita e Destino di Vasili Grossman (la prima persona a far sapere al mondo dell’esistenza  di campi di sterminio nazisti attraverso un esaustivo catalogo che ne documentava spaventosamente tutti gli orrori, insieme a Ilyá Ehrenburg con il suo Il libro nero, proibito da Stalin al fine di evitare che si venisse a sapere il livello di antisemitismo del suo governo ed il suo grado di collaborazione al genocidio degli ebrei) è molto probabilmente una delle grandi opere del XX secolo. Quel che è certo è che Grossman morì nel 1964 a Mosca senza averlo visto pubblicato. Le autorità sovietiche  lo considerarono talmente pericoloso per il regime che arrivarono addirittura a confiscare i nastri della macchina con cui era stato scritto. Solo nel 1980 una copia recuperata del manoscritto riuscì per la prima volta ad andare in stampa. In essa, in modo ammirevole caratterizzato da una certa rotondità che solo all’alta letteratura è dato ottenere, Grossman denuncia da uomo di sinistra il processo di degrado della rivoluzione comunista, trasformata da Stalin, a partire dalle prime purghe politiche, in un regime in stampo nazional-socialista. La seconda guerra mondiale fu un momento decisivo in questa deriva che assicurò, attraverso un patriottismo dispoticamente promosso e imposto dal governo, il radicarsi del nazionalismo russo e, sotto la sua egida, la persecuzione dei cittadini ebrei, milioni dei quali furono puniti in modo atroce e spesso uccisi. Questo stesso antisemitismo, manifestato più ostilmente sotto forma di quote, l´obbligo d’identificarsi come ebrei e altri generi di restrizioni dei diritti della popolazione ebrea, fu la ragione per cui in piena Perestroika i... read more

FIRE!! Festival di Cinema Gay e Lesbico

Dal 5 al 15 luglio Casal Lambada realizza  FIRE!! 17ª Mostra Internazionale di Cinema Gay e Lesbico a Barcellona. Presso la Casa Asia  si terrà il ciclo di cinema asiatico mentre al Fnac Triangle si svolgerà il ciclo di conferenze, tavole rotonde e proiezioni aperte. Quest’anno il festival torna ricaricato, disposto a segnare il passo, in un momento che suoi organizzatori definiscono “combattivo”, un momento  in cui nessuno può rimanere zitto. Tutto fa pensare che questo ciclo di film e documentari sia uno spazio per creare una coscienza critica che permetta di cambiare un sistema iniquo e  discriminante. Nonostante questi propositi di carattere politico –filosofico l’organizizzazione puntualizza che questo festival è mosso soprattuto dalla passione per il buon cinema, un discorso che si è mantenuto fin dalla prima edizione. Quest’anno per la prima volta vi sarà un concorso per registi di Cortometraggi, Filming against violence, che è legato alla promozione dei diritti umani ed è in collaborazione con Amnesty Internationl e la Scuola di Cinema Bande à Part. Tra i film che verranno proiettati c’è il vincitore del Premio Teddy per il  miglior film della Berlinale 2012, Keep The Lights On,  diretto da Ira Sachs. È un gran film che parla delle relazioni d´amore, sesso e amicizia tra uomini al giorno d’oggi. Gun Hill Road ci racconta la storia di un carcerato che torna a casa, nel Bronx, e scopre di aver perso la sua donna e che suo figlio adolescente è transessuale. Il film ci fa vedere in modo magistrale un mondo di relazioni distrutte dalla marginalità ed il difficile avvicinamento alla transessualità degli adolescenti. Il film è... read more

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