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Hamburger a New York
Non è possibile immaginare un viaggio a New York senza provare il piatto preferito dai nordamericani: l’hamburger. Quindi, se hai in programma di visitare questa bella città e non hai ancora deciso cosa fare, qui ti indichiamo alcune piste per farti trovare i piatti migliori della città e non farti andare solo da Mc Donald. Corner Bistro è uno dei locali più prestigiosi di New York. I suoi hamburger sono semplicissimi, classici e fatti con carne di buona qualità, che conferisce loro un sapore incomparabile. Il servizio è ottimo, veloce ed i prezzi sono bassi. L’hamburger costa solo 6 dollari e con patatine fritte 9 dollari. Poiché è famosissimo e c’è sempre molta gente in coda, ti consigliamo di avere pazienza. Si trova in Jane Street ed in 8th Avenue, nel West Village. Un altro posto che non puoi evitare se ti trovi a New York è Marik. Qui tutto è fresco, niente viene riscaldato o pre-cucinato. Le patatine fritte sono croccanti, tagliate un momento prima di essere fritte, gli hamburger sono fatti con la miglior carne di giornata e cucinati davanti ai tuoi occhi. Il locale, inoltre, ha il suo fascino, e propone buona musica per farti gustare il pasto ancora più intensamente. I prezzi sono ridicoli, 2 dollari l’hamburger e 4 dollari la birra. L’indirizzo è 33 Saint Mark Place, East Village. In Shake Shack potrai goderti sia l’atmosfera che gli hamburger. Questo locale ti provocherà varie memorie cinematografiche, visto che ha fatto da location per il film Spider Man. E anche se questo piò sembrarti superficiale, molti vengono qui per questo motivo, oltre che per assaggiare... read moreIl Palazzo Topkapi a Istanbul
Il Palazzo Topkapi si trova tra il Mar di Marmara e il Corno d’oro ed offre una splendida vista sul Bosforo, lo stretto che separa i due continenti Asia ed Europa. Venne dichiarato patrimonio dell’UNESCO del 1985. Lo splendido palazzo è costituito da 4 cortili principali e piccoli edifici adiacenti. Nella sua epoca di massimo splendore ospitava circa 4000 persone e occupava gran parte della riva. Il complesso venne ampliato con il passare del tempo e le ricostruzioni più importanti ebbero luogo all’inizio del XVI secolo dopo il terremoto che scosse la città e nel XVII dopo un incendio. Il palazzo contiene varie moschee, un ospedale, diverse panetterie e una zecca. Il palazzo è gestito dal Ministero della Cultura e del Turismo turco e vigilato da ufficiali dell’esercito turco. Dispone di centinaia di stanze e camere in cui possiamo trovare portastendardi dell’architettura ottomana e ampie collezioni di porcellane, vestiti, armi, scudi, armature, manoscritti islamici, miniature, gioielli e tesori ottomani. La struttura del palazzo è abbastanza complessa, con piccoli edifici costruiti tutt’attorno ai cortili connessi tra loro da gallerie e passaggi. In generale gli edifici hanno un unico piano. Tra tutti gli elementi architettonici troviamo splendidi giardini, fontane ed alberi sacri. In questo modo si voleva trasmettere un’atmosfera rilassata agli abitanti del Palazzo ben areato per le estati afose di Istanbul. Il palazzo è fondamentalmente un vasto rettangolo diviso in 4 cortili e un harem. Il primo cortile era il più accessibile, mentre il quarto era il più nascosto, vicino all’harem, luogo esclusivo del sultano. L’estensione del palazzo è di un totale di 70.000 m2. All’entrata troviamo la porta imperiale... read moreEl Molino di Barcellona
Quando 114 anni fa il padrone di una modesta taverna tra il Barrio Chino e Poble Sec decise di vendere il suo negozio, difficilmente avrebbe potuto immaginare che proprio il suo locale si sarebbe trasformato di lì a poco tempo nel mitico El Molino, il cabaret più scintillante del Paralelo, uno dei viali più babilonici di tutta l’Europa della Belle Époque, ricco di teatri, cinema, sale da ballo, cabaret, spettacoli di music-hall, café e tendoni da circo, tanto da essere allora conosciuto anche come la “Broadway di Barcellona”. Abbiamo parlato di fato per rispettare alcune strane fatalità di tipo geomantico-astrologico conservate come in uno scrigno d’oro nel nome della via, visto che il tracciato di questo viale largo e lungo coincide scrupolosamente con quello del parallelo terrestre 41º22´34″ nord. È forse questo senso del destino ciò che ha fatto sì che la via e il Molino siano riusciti a sopravvivere degnamente durante i terribili anni della repressione franchista seguiti alla Guerra Civile (alla fine della quale, si sa, non arrivò la pace ma la vittoria). Il regime tuttavia, tra i diversi atti gratuitamente grotteschi di cui si è reso protagonista, riuscì a privare il Molino del colore rosso (originariamente si chiamava infatti “Molino Rojo”, sulla scia del celebre cabaret di Montmartre): in un’epoca di lotta al comunismo in difesa della civilizzazione occidentale cristiana, il generale Franco obbligò la sala a rinunciare a questo epiteto, nonostante il fatto che, parafrasando Unamuno, non si possa dire che a quel tempo venissero utilizzati metodi civilizzati, né occidentali, né tantomeno cristiani. Il destino fece anche in modo che l’aura del Parallelo non sparisse... read moreCLASSIFICHE
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