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La voce celestiale dei castrati
Nel mondo musicale si conosce l’esistenza dei cantanti eunuchi sin dal primo periodo dell’Impero bizantino nel V secolo d.C. L’imperatrice Elia Eudossia aveva un maestro di canto eunuco chiamato Brisona, che molto probabilmente fu chi iniziò i castrati nei cori bizantini. Tra il IX e il XII secolo abbiamo l’esempio del coro della Basilica di Santa Sofia a Costantinopoli. Alcuni esperti dicono che i soprani falsetti spagnoli erano stati probabilmente castrati fino al periodo in cui si perse il predominio arabo sulla Spagna. Durante alcuni secoli non abbiamo documentazione. E torna ad apparire in Italia nel XVI secolo, dove i primi bambini castrati erano spagnoli. Il duca Alfonso II di Ferrara fu uno dei primi entusiasti di questi nuovi cantanti. Diversi papa cominciarono a reclutare questo tipo di cantanti per i loro cori. Apparentemente uno dei primi a entrare nei cori dei pontefici fu lo spagnolo Francisco Soto de Langa nel 1562. Il fatto è che gli eunuchi riuscivano a raggiungere tonalità che solo le donne riuscivano a ottenere e che però non potevano cantare nelle liturgie. Trenta due papa fecero uso dei castrati nella Cappella Sistina. La pratica non era né legale né riconosciuta e di fatto furono molti i bambini che morirono a causa delle infezioni causate da questi interventi traumatici. Per chi non riusciva a diventare famoso lo si teneva riservato per un coro di una chiesa, se fortunato, molti invece erano obbligati a prostituirsi. Alcuni tra i castrati più conosciuti furono Mattero Sassano (Matteucco), Nicolò Grimaldini (Nicolini), Gaetano Majorano (Caffarelli) e Gioacchino COntio (Gizzielo). L’ultimo dei castrati, Alessandro Moreschi, morì nel 1922. Senza ombra... read moreAsociación Freedonia a Barcellona
In Calle Lleialtat 6, nel quartiere del Raval, si trova una delle associazioni culturali in grado di offrirci il massimo della varietà per quanto riguarda la cultura alternativa di Barcellona. Si tratta della Asociación Freedonia, un fantastico progetto di cultura underground. Assistere a un pezzo teatrale, a una proiezione cinematografica, all’esibizione di un DJ o a una mostra fotografica, magari sorseggiando un buon bicchiere di vino tra amici, conoscenti e gente nuova e stimolante, sono alcune delle piacevoli attività proposti da queste realtà associative. Luoghi di cultura e riunione, sempre a portata di tutti. A Barcellona esistono alcuni locali che funzionano con la stessa filosofia, come il Miscelanea (nel Raval) o la Cova de les Cultures (a Gracia). Esistono però purtroppo molti altri locali chiusi dalle autorità cittadine di Barcellona, quali la Virgen o l’Almazen (entrambi nel quartiere del Raval). E perché dico purtroppo? Ebbene, perché questo tipo di associazioni non solo promuovono la cultura ma rivestono un ruolo sociale molto importante, organizzando eventi e laboratori aperti a tutti e collaborando con le altre realtà del quartiere, oltre a dare la possibilità ai giovani artisti, agli sconosciuti o a coloro i quali non hanno mezzi propri, di promuovere la propria opera. Perché le autorità si oppongono così tanto a questo tipo di locali? I quartieri necessitano di spazi destinati alla creatività, al divertimento e a progetti alternativi. Le autorità intendono invece “risanare” il Raval imponendo tuttavia il “modello Barcellona”. La modernizzazione della città non si può fare contro il cittadino e per questo motivo la chiusura di associazioni culturali di questo tipo rappresenta un’aggressione contro il tessuto sociale. Per... read moreI Bagels di New York
I bagel sono semplicemente favolosi. Se non li hai ancora provati, sappi che ti stai perdendo davvero una delle migliori colazioni classiche del mondo. Senza alcun dubbio negli Stati Uniti sono ormai più che rinomati, grazie alla lunga tradizione della comunità ebraica che vive in questo paese. Con i flussi migratori del XX secolo provenienti dall’Europa e diretti a New York, riferendoci sia a quelli dell’inizio del secolo che a quelli dovuti alle persecuzioni della Seconda Guerra Mondiale, la comunità ebraica si stabilì a New York portandovi il meglio della propria cultura e della propria cucina, e tra le delizie importate troviamo i famosi bagel. Un bagel ha forma circolare con un piccolo buco al centro, ed entra perfettamente nel palmo di una mano. Viene spesso preparato, secondo la ricetta classica, con una pasta di grano, anche se ormai ne esistono versioni fatte con farina integrale, per quelli che vogliono migliorare la digestione o la linea. Certi bagel contengono cipolle, olive, o frutta. Vengono infornati dopo essere stati leggermente bolliti, per scaldarli e conferire una leggera doratura brillante alla pasta. I bagel si mangiano freschi o tostati, spalmati preferibilmente con burro o formaggio cremoso. Un bagel tuttavia può essere accompagnato anche da una salsa tonnata o da un patè, da una crema di pollo o maionese, a seconda de tuoi gusti. Potrai trovare alcuni tra i migliori bagel di New York nei seguenti locali: Absolute Bagels nell’Upper West Side è una scelta sicura se cerchi uno spazio con stile che ricordi la West Side, con prezzi diciamo ragionevoli e una lunga lista di tipi di bagel, fatti con diverse... read moreCLASSIFICHE
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