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New York per gli appassionati di sport

New York è un posto dove tutto è possibile. Quindi, anche se i tuoi gusti sono rivolti tutti allo sport, non preoccuparti, qui ti daremo tutte le indicazioni sui luoghi da visitare e sugli eventi sportivi più interessanti in questo periodo dell’anno, affinché tu non possa perderteli. Uno sport che i newyorkesi non possono perdere è il baseball e la squadra più amata è quella degli Yankees. Tutti coloro che visitano questa città hanno un appuntamento da non perdere con lo stadio dove assistere a una delle partite di questa formazione e con il Bronx, culla della sua iconografia. Ubicato in one east 161 Street, dal 1923 è parte integrante della vita della città. Per questo motivo vengono proposte guide con itinerari bilingue alla scoperta delle sue strutture. Qui si potrà conoscere il grande stadio degli Yankees e comprare souvenir all’interno dei suoi negozi. Ma assolutamente da non perdere è una delle partite, durante la quale, con la passione per il baseball si potrà sentire lo spirito di questa città. I biglietti si vendono tutta la settimana, ma se hai intenzione di comprarli lo stesso giorno dell’incontro devi recarti allo stadio due ore prima dell’inizio della partita. I prezzi variano a seconda della posizione all’interno dello stadio e partono da 10 dollari. La stagione per questo sport è la primavera. La pallacanestro è un’altra delle grandi passioni dei newyorkesi. Se non ci credi basta recarti in qualsiasi quartiere cittadino e troverai un posto dove poter giocare. Anche la National Basketball Association, meglio conosciuta come NBA, È stata fondata a York nel 1946. La stagione inizia a novembre e si... read more

Giovani artisti a Venezia

Fino al 22 gennaio la Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia esibisce presso la Galleria di Piazza San Marco la 95ma Collettiva Giovani Artisti, in cui 20 artisti emergenti esporranno i propri lavori. Tutti gli artisti studiano o vivono nel Triveneto, provengono da diverse parti d’Europa e d’Italia e hanno un’età compresa tra i 18 e i 35 anni. Queste opere hanno partecipato al concorso presieduto da Angela Vettese, Presidentessa della Fondazione Bevilacqua La Masa, e da critici, giornalisti, artisti e gallerie d’arte contemporanea: Giorgio Andreotta Calo, artista; Federico Luger, della galleria Milano; Andrea Quemado, Direttore Artistico della Galleria Municipale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, Alessandra Pioselli, Direttrice delle Belle Arti di Carrara e dell’Accademia di Bergamo; Luca Trevisani, artista, e Samuel Menin, capo redazione di Flash Art. In quest’occasione vengono esposte pitture, sculture, disegni grafici e poster. I nomi dei selezionati sono James Artusi, Roberto Fassone, Roberta Busechian, Joseph Abate, Teresa Cos, Fabio De Meo, Tea De Lotto, Piergiorgio Del Ben, Luigi Leaci, Nicole Moserle, Georgio Micco, Jacobo Trabona, Valerio Nicolai, Gioele Peressini, Laura Pozzar, Rastelli Simone, Claudia Rossini, Michele Spanghero, Daniel Zoico e Borettaz Cecilia. Tra questi artisti emergenti sono stati premiati Teresa Cos, con tremila euro; Valerio Nicolai e Roberto Fassone con una borsa di studio di duemila euro. È stato premiato con millecinquecento euro anche Luigi Leaci. Insieme a questi premi, ciascuno dei vincitori avrà l’opportunità di realizzare una mostra individuale durante il 2012, che permetterà loro di esibire i propri lavori e di entrare nel mondo dell’arte professionista. La giovane artista grafica Caterina Gabelli ha vinto un premio di mille euro e la possibilità di realizzare la copertina del... read more

Concierto degli UB40 ad Amsterdam

Si parla spesso del reggae e della sua cultura: rastafarianesimo, marihuana, Bob Marley, legalizzazione di droghe, ecc. Quello di cui siamo sicuri è che in Europa vi sono molte persone che si aggrappano al reggae come alternativa di vita. Non è strano incrociare per strada persone con i dreadlocks e vestiti hippie, con prodotti di hemp, accessori fatti a mano e un’attitudine pacifista e melow verso la vita. È curioso vedere come tutta questa filosofia in Europa crei una sorta di proposta o stile di vita che apparentemente va contro alle tipiche norme sociali occidentali. A tutto ciò si aggiunge una politica pacifista, una cultura orientale o new age, lezioni di meditazione, yoga, vegetarianismo; in alcuni posti al mondo li si definisce già political correctness. E ovviamente: salviamo gli animali. A volte, tuttavia, essere pacifisti non risolve molte cose e un mondo migliore non si costruisce guardando da spettatori cosa succede nel mondo. Forse se ascolti molto reggae diventerai sospettoso: non solo di felicità e relax si vive. La già friabile realtà capitalista sembra virare verso un gruppo di persone che desiderano ripostulare le norme sociali di una società oggi giorno basata sul consumo. Certamente il reggae accompagna queste proposte, come il suono di una terra promessa che non arriva mai, a cui molte persone, bambini, giovani, adulti e anziani indignati si stanno unendo. Se pensiamo agli inizi del reggae, bisognerebbe considerare il dub come una nuova frontiera psichedelica. Pionieri del calibro di King Tubby e Lee “Scratch” Perry hanno portato le frontiere del suono più in là grazie all’editing e alla manipolazione di canzoni strumentali, in cui hanno... read more

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