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Enrique Bunbury a Barcellona

Ci sono band che si sciolgono dopo aver prodotto un solo e memorabile disco, provocando ogni tipo di nostalgia e desideri impossibili; ci sono band che lo fanno nel loro momento di maggiore successo, lasciando un ricordo tanto doloroso, quanto perfetto; ci sono band invece che si sciolgono un po’ troppo tardi e appena si nota nel mondo musicale, o quasi non importa perché gli album prodotti sono in un qualche modo non più contemporanei, o per pur inerzia, o compromesso o mancanza di coraggio per rompere definitivamente una dipendenza che è stata troppo forte e delicati aggiungono dimensioni nuove e profonde alla loro opera che sempre verrà ricordata come imbattibile e toccata dalla grazia e in un qualche modo dalla dimensione epica e forse un po’ eroica che concede il senso conscio o inconscio del crepuscolare, specialmente quando è condiviso dall’artista e dal suo pubblico; in ultimo vi sono band che non si scioglieranno mai, ma vogliono vivere del passato, accettando di diventare una mera parodia di sé stessi, amplificata dalla loro leggenda e dal loro enorme potere mediatico, si convertono in icone mercificate, più per vedere che per ascoltare e non avvertono o si negano ad avvertire la loro deglutizione e il loro rigurgito in forma di bandiera dell’esperienza senza sensazioni da parte della società dello spettacolo. Uno ha l’impressione che Enrique Bunbury, che suonerà al Sant Jordi Club di Barcellona il prossimo 21 gennaio http://www.nvivo.es/sant-jordi-club-salas-31619 sia stato sin dall’inizio della sua carriera, una pura parodia di sé stesso, un membro insomma dell’ultima tipologia di band di cui parlavamo. Una parodia di sé stesso, che tuttavia sperava... read more

Settimana Internazionale della Moda a Amsterdam

Amsterdam ospiterà dal 25 al 28 gennaio una nuova edizione della Settimana Internazionale della Moda (http://www.amsterdamfashionweek.com/), evento che ha visto la luce nel 2004 con l’obbiettivo di inserire la più effervescente delle città olandesi nell’orbita dei grandi eventi europei relazionati con lo stilismo. Anche se attualmente i Paesi Bassi non sono in testa in questo settore tanto intimamente relazionato con il mondo dell’arte, storicamente sono innegabili gli strettissimi collegamenti tra la manifattura tessile olandese e la Storia dell’arte, come testimonia in modo unico ed incomparabile la pittura fiamminga dal XV al XVII secolo,  che ha generato inoltre in quest’ultimo secolo un sottogenre particolare di quadri di dandys (jonkertjes) e damigelle che alimentò lo sviluppo dell’opera di pittori come Hals, Duyster, Codde, Palamedesz o  di Hooch e  persino di artisti essenziali come lo stesso Johannes Vermeer de Delft. Dalla sua prima edizione la Settimana Internazionale della Moda di Amsterdam si tiene due volte all’anno ed è un faro ed un momento centrale peri l mondo della moda olandese, con un esteso e variato programma di sfilate, attività commerciali, presentazioni, conferenze, feste ed altri eventi. Si tratta di un evento dedicato agli addetti ai lavori che ha luogo in uno scenario estremamente evocativo e dai colori industriali, ovvero gli stabilimenti  delle  antiche fabbriche di gas del distretto cittadino, noto come Westergas´. Da quest’impressionante luogo dal notevole potere drammatico una varia selezione di disegnatori giovani e consacrati del panorama olandese, che genera un intresse internazionale ogni volta più forte  nel settore moda dei Paesi Bassi, mostrano le loro collezioni nelle passerelle di  fronte ad una ugualmente in ascesa  schiera di rappresentanti di... read more

Maika Makovski a Barcellona

Il 2012 sembra propizio a una rilettura di Edgard Allan Poe. Dal suo stesso inizio c’è qualcosa che sembra presagire catastrofi e decadenze. Se un racconto come Le vicende relative al caso del signor Valdemar o Il crollo della casa degli Usher possono sembrare, tra le tante, scelte ovvie per illustrare in modo diverso la crescente sensazione della fine del mondo e un’epoca che deve affrontare una crisi senza precedenti che persiste mostruosamente ad auto ingannarsi in una trance simile a ciò che è stato causato dalle arti del mesmerismo, solo temporaneamente capaci di urtare visioni della più spaventosa decomposizione e putrefazione interne (riscaldamento globale della terra e crisi energetica incluse), il modo in cui i film, come il potentissimo Malinconia di Lars Von Trier fa rimare la depressione con l’avvenimento della fine, simbolica o letterale, del pianeta, annunciato dal precisissimo calendario maya, porta alla mente in modo subliminale e incosciente alcuni dei testi di fantascienza e speculazione psicofilosofica meno conosciuti del famoso scrittore statunitense, il mistero della cui orripilante morte fa ancora inorridire le strade della città di Baltimora. Un mistero comparabile solo a quello dell’enigmatica e immediata scomparsa nello sconcertante e controverso finale di questo viaggio ai limiti del mondo che è la Storia di Arthur Gordon Pym. Poe ha dovuto abbandonare per qualche ragione il racconto nel momento culminante, o forse in modo anche pioniere, volle lasciare un’opera aperta una volta lasciati i fatti narrati a un punto in cui nessun linguaggio poteva raggiungere per dare conto di questi, tranne il celebre e ominoso «Tekeli-li» dello stormo di uccelli giganteschi che sorvolano il cielo prima che... read more

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